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Il mercato offre cucine elettriche a 2, 4, 6 piastre (tonde o quadrate) o con piano cottura in vetroceramica. Le cucine elettriche, come tutte le cucine a libera installazione generalmente poggiano sul forno, in questo caso anch’ esso, ovviamente, elettrico. Nelle cucine elettriche di ultima generazione le piastre incorporano un termostato che automaticamente riduce la potenza assorbita in assenza del recipiente da riscaldare. Il piano cottura viene ricavato da un’unica lastra d’acciaio di adeguato spessore sulla quale vengono fissate le piastre di ghisa ermeticamente, in modo da evitare qualsiasi infiltrazione, che potrebbe interessare i cablaggi elettrici. L ’intera cucina elettrica deve essere realizzata ed installata nel rispetto delle norme di sicurezza, deve essere ergonomica. Le manopole devono essere incassate , bisogna prevedere una spia che avverte che le piastre sono in tensione, un limitatore termico (per ogni piastra) automaticamente interviene al raggiungimento della temperatura massima, deve essere collegata ad un impianto elettrico dotato di un efficiente impianto di messa a terra. Sempre per ragioni di sicurezza, prima delle quotidiane pulizie del piano cottura e di qualsiasi intervento di manutenzione, bisogna staccare la corrente ( prevedere apposito interruttore a monte). In luogo delle piastre, alcune cucine elettriche particolarmente evolute, prevedono un piano cottura in vetroceramica che riscalda per irraggiamento. Alcune di esse sono munite di un dispositivo che ne interrompe il funzionamento in assenza di recipiente da riscaldare. Sotto il piano cottura, oltre al forno o in alternativa dello stesso, possono essere previsti vani riscaldanti o scaldavivande. Per ragioni di sicurezza gli angoli cottura di villaggi turistici, residence, dimore storiche, agriturismi, alberghi prevedono piani cottura alimentati elettricamente e non a gas.
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